Interrogazione parlamentare sulla sicurezza e il monitoraggio delle dighe italiane

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ansa_15549765_28580In risposta alla lettera aperta541 dighe italiane senza sistemi di allerta per i cittadini” pubblicata alcuni giorni fa, grazie ad alcuni parlamentari è stata presentata e pubblicata online l’interrogazione parlamentare 4/03275 riguardo la sicurezza ed il monitoraggio delle 541 dighe italiane, con riferimento anche alla Diga di Campotosto.

E’ probabile ora sicuro che su questa tematica vi saranno novità anche per quanto riguarda il ci sarà un ordine del giorno in riferimento al provvedimento speciale sull’Abruzzo  allo studio del Parlamento, per chiedere subito un impegno preciso da parte del Governo, senza attendere l’interrogazione parlamentare, che comunque sarà importante per ottenere delle risposte.

I Ministeri destinatari sono:

  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
  • MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 15/06/2009

Ringraziamo i parlamentari Mecacci, Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Maurizio Turco E Zamparutti (radicali italiani del PD) per essersi interessati al tema.
Ora attendiamo la risposta all’interrogazione da parte degli Ministri e degli organi interessati, della quale puntualmente vi darò notizia.
Di seguito il testo dell’interrogazione:
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-03275

presentata da

MATTEO MECACCI
lunedì 15 giugno 2009, seduta n.187
MECACCI, BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -    

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’economia e delle finanze.

- Per sapere – premesso che:

in Italia esistono 541 dighe di varie dimensioni in grado di apportare un notevole ed utile contributo alla produzione di energia elettrica necessaria al nostro sistema paese. Nessuna diga ha recentemente avuto problemi tecnici o strutturali ed è universalmente riconosciuto come le nostre dighe siano solide e realizzate con professionalità;

tre di queste, tutte collegate al grande lago artificiale di Campotosto, sito nelle vicinanze della già colpita località de L’Aquila e dei comuni limitrofi, sono sottoposte da molte settimane a fenomeni tellurici. Una forte scossa di magnitudo 4.9 è stata registrata il 14 aprile 2009 con epicentro prossimo alle dighe. Altre scosse, di più lieve entità, si sono verificate nelle vicinanze o, addirittura, con epicentro esattamente al di sotto delle dighe stesse. Sulla base di testimonianze di cittadini e istituzioni locali, è noto che, anche a seguito di queste scosse, per garantire la sicurezza dei cittadini, molte migliaia di metri cubi d’acqua sono stati rilasciati dai tecnici della diga per diminuire il livello della stessa che, infatti, risulta notevolmente inferiore rispetto a quello relativo al periodo pre-terremoto. Non sono però state fornite informazioni ufficiali sulla quantità, le modalità e le motivazioni di tale attività straordinaria effettuata nella diga di Campotosto da parte dei tecnici Enel;

ufficialmente la Diga di Campotosto è stata realizzata per resistere ad un terremoto di magnitudo 6 della scala Richter, mentre altre fonti affermano di una resistenza fino al settimo grado della scala Richter;

si consideri che le dighe sono state realizzate negli anni ’40, e subiscono inevitabilmente il logorio degli anni e delle sollecitazioni di questo e di precedenti terremoti o di fenomeni naturali. È quindi necessario effettuare un monitoraggio sullo stato del calcestruzzo che, nel caso di quella di Campotosto, ha già un’età di 70 anni. Vero è che l’ambiente alcalino del calcestruzzo preserva dalla corrosione i ferri dell’armatura, ma le dighe operano in ambiente misto (acqua da un lato – aria dall’altro) che può intaccare e modificare l’alcalinità del calcestruzzo. Ciò può causare la corrosione dell’acciaio che, aumentando di circa 3 volte il suo volume, può sollecitare la struttura con conseguenti lesioni della stessa;

la diga di Campotosto è la seconda pia grande d’Europa per estensione, che da settimane viene tenuta sotto osservazione dai tecnici dell’Enel ed a seguito di una riunione del 16 aprile 2009 da parte della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, il presidente vicario della commissione, Franco Barberi, ha riferito che «non possiamo sapere ciò che potrebbe accadere qualora una forte scossa attivasse gravemente la faglia e questa impattasse a sua volta una diga»;

ci sono dei video ed immagini pubblicate su Internet che evidenziano alcune piccole crepe nella struttura di Campotosto;

in Italia sono presenti più di 500 dighe, ed è noto che non siano stati predisposti sistemi di allerta per la popolazione che vive al di sotto o nelle immediate vicinanze d’una diga. Nel caso in cui una struttura, per qualsiasi ragione, dovesse cedere o avere un incidente tecnico tale da compromettere la tenuta della stessa, nessun cittadino potrebbe essere informato sul pericolo imminente da lui corso, con l’ovvia conseguenza che nessuno potrebbe mettersi in salvo;

potrebbe essere possibile avvertire in modo immediato i cittadini interessati nel caso di un’eventuale rottura o problema imminente per la diga, ad esempio tramite l’invio d’un sms o altre soluzioni tecnologiche analoghe, considerando che non si tratterebbe di una mera previsione statistica capace di creare panico ingiustificato ma di una segnalazione a seguito di un reale problema della struttura stessa che un’allerta veloce e tempestiva potrebbe salvare molte vite umane, oltre ad essere un’operazione corretta nei confronti delle popolazioni che hanno già permesso, per decenni, l’utilizzo del proprio territorio per il bene dell’intera società italiana;

la soluzione proposta potrebbe essere integrata con i sistemi di monitoraggio già presenti a livello nazionale e non dovrebbe comportare costi elevati o tempi lunghi di realizzazione. Per facilitare l’adozione di questa soluzione, o di una simile, potrebbe proporsi la registrazione ai soli cittadini interessati a ricevere il messaggio dall’allerta, consentendo liberamente a qualsiasi cittadino residente nelle prossimità della diga di non registrarsi -:

quali attività riguardanti accertamenti tecnici sulle dighe di Campotosto si siano svolte nelle ultime settimane da parte dei tecnici Enel, oltre al premesso, abbassamento del livello del lago stesso;

se l’Enel, in seguito al sisma, abbia aggiornato il proprio piano di simulazione del danno per la diga di Campotosto e se siano disponibili piani di simulazioni del danno per tutte le dighe presenti sul territorio italiano;

se, per la popolazione residente nei pressi di ognuna delle dighe italiane, siano previste attività informative, in modo particolare se siano stati informati sui comportamenti da tenere in caso di incidente e sui migliori modi per reagire ad un eventuale problema o rottura della diga;

se il Governo, l’Enel o la Protezione Civile intendano realizzare a livello nazionale, un sistema di monitoraggio complessivo di tutte le dighe italiane che permetta di garantire un’adeguata informazione ai cittadini in caso di rischi immediati come quello ipotizzato in premessa. (4-03275)

2 Responses to Interrogazione parlamentare sulla sicurezza e il monitoraggio delle dighe italiane

  1. [...] mesi fa, grazie ad una mia iniziativa fu approvata la legge per la messa in sicurezza e per il monitoraggio [...]

  2. [...] fu presentata a seguito di  una mia iniziativa sul monitoraggio delle dighe, di circa un anno fa. [...]

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