Ago 24 2006

Rigassificatori e Piano energetico nazionale

Tag:Francesco D'Ambrosio @ 4:45

Dopo la dichiarazione di Marco Cappato sulla questione rigassificatori . Se si vogliono proporre rigassificatori o altre soluzioni come “soluzioni d’emergenza”, allora insieme a questi annunci si presenti contemporaneamente anche il piano energetico nazionale, che al momento non abbiamo. Soluzioni come il solare termico, la cogenerazione e l’isolamento termico sono già una realtà, da poter applicare domani anche con tutti i soldi spesi inutilmente dall’ENI, che produce utili da capogiro proprio nel momento di maggiore crisi energetica.

Nel merito non ritengo il rigassificatore una soluzione, oltre che per i motivi elencati da Cappato, per i seguenti:

- Per il gas è stimato un picco di produzione, circa una decina di anni più tardi rispetto al petrolio (ma al livello di consumo attuale), quindi dobbiamo tenere ben presente che non si tratta di una soluzione definitiva.

- Tra la progettazione, la realizzazione e la messa in opera dei rigassificatori andiamo a finire tra il 2010 e il 2015: per poter poi operare per pochi anni, con investimenti notevoli, e sicuramente anche con la necessità di fondi comunitari. Soprattutto, quanto costerebbe il tutto?

- Un insider dell’industria petrolifera americana ha affermato “il gas liquefatto è l’ultima spiaggia degli Stati Uniti“. Vogliamo nuovamente trovarci in concorrenza per limitate risorse di gas?

- Oggi è vero che ci sono diversi produttori di questo gas ma c’è anche una carenza di impianti di liquefazione nei Paesi produttori ed il gas liquefatto è disponibile in quantità ridotte. E un’ulteriore shortage si prospetta nel campo delle navi da trasporto gas: considerando il tempo di carico, scarico e di viaggio dal Qatar, loro principale fornitore, solo gli USA avrebbero bisogno di 194 navi a loro completa disposizione. Nel mondo esistono appena 282 navi metanienere che difficilmente potranno soddisfare le richieste via mare di Europa, Asia, America e Australia nel breve e nel medio periodo, tantè che durante la crisi Californiana di alcuni anni fa, nonostante negli USA vi fossero molti rigassificatori, questi rimasero fermi per mancanza di mezzi per il trasporto del gas

- Il rischio di incidenti gravissimi. Secondo uno studio preparato per il Pentagono l’energia contenuta in una gasiera di media grandezza è equivalente a quella di diverse bombe atomiche.

- I danni ambientali: il rigassificatore per funzionare scarica tonnellate di cloro nell’acqua di mare semplicemente per uccidere eventuali organismi e incrostazioni che intaserebbero i filtri che prelevano l’acqua del mare che va sugli scambiatori. Inoltre produce forti emissioni di metano ad alto effetto serra e di conseguenza la svalutazione delle unità immobiliari di circa il 30-50%

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