Dic 11 2006
Quando la politica è anni luce indietro
La politica dovrebbe essere una o anche due generazioni avanti rispetto al popolo, avere una visione del futuro, anticipare gli eventi. Invece la politica italiana è indietro rispetto al suo popolo, non ha una visione del futuro e lascia che i drammi ricadano addosso ai propri cittadini.
Il mondo è cambiato, la popolazione è triplicata in mezzo secolo, le persone vivono più a lungo e necessitano di nuovi tipi di tutele. Le vecchie leggi non sono da cambiare ma sono semplicemente inutili.
Ne sono un esempio gli avvenimenti di questi ultimi giorni. Come il dramma di Salvatore Piscitello, il medico in pensione che tre anni fa uccise il figlio autistico, a cui Napolitano ha concesso la grazia.
Salvatore ci dice
«Io ho quasi 80 anni e mia moglie è di poco più giovane di me; non ce la facevamo più a reggere la sua violenza. Aveva 40 anni, era alto, grosso e forte, avrebbe vissuto a lungo in salute. Ma gli “attacchi” che ci faceva erano sempre più pesanti. Nessuno avrebbe potuto “tenerlo” e anche noi non potevamo più farlo. Sarebbe rimasto solo. Ponendo termine alla sua vita ho fatto un atto d´amore».
La moglie lancia un appello:
«Voglio chiedere a chi ha il potere di non dimenticare le famiglie che portano il peso di un disabile psichico o psichiatrico. Il più delle volte non sopravvivono alla distruzione della propria vita. È un peso enorme, un inferno anche se l´amore per il figlio è enorme».
C’è anche il dramma di Piergiorgio Welby:
Da aprile di quest’anno è cominciato il vero e proprio crollo del mio fisico. Sentivo sempre più il peso degli arti e la respirazione diventava via via sempre più difficoltosa nonostante il supporto del ventilatore automatico, come se un peso mi schiacciasse il petto. Due mesi fa aspettavo ancora la notte e il suo sonno che mi allontanava per qualche ora dall’incubo del giorno. Ora anche la notte è diventata un incubo perché fatico a respirare e nel sonno vado in frequenti apnee che mi svegliano con il senso di soffocamento. E’ una tortura insopportabile.
C’è anche un altro destinatario della grazia di Napolitano: è l’agente di polizia che sparò e uccise a Rimini una persona che non si fermò ad un posto di blocco.
Drammi riguardanti gli anziani, la vita e la morte, la scienza e la sicurezza.









11 Dicembre 2006, ore 14:23
Già la politica non deve tornare indietro, come anche dare un indulto non pensato e ragionato. I pochi salvi che non sono tornati a delinquere (queste sono le parole di uno salvo) sono in mezzo ad una strada, le famiglie non li rivogliono e non hanno le competenze per reinserirsi in questa società dove sono stati rigettati. Coloro che erano tossicodipendenti tornano dai loro pusher anche se hanno cominciato un percorso di recupero perchè non sono piu’ legati alla condanna. Gli ospedali sono in tilt perchè queste persone non avendo più un tetto si fanno ricoverare, tanto una patologia (Hiv, epatite, qualche disturbo psichiatrico o un’ossa rotta) ce l’hanno sempre per andare al pronto soccorso. Per risolvere tutto questo cosa sta facendo il nostro Stato? Non organizza percorsi di reinserimento societario ma toglie soldi ai Comuni per il Welfare cosicchè si sta pensando di chiudere i dormitori (per i Bolognesi quello di via Lombardia è in pericolo) e i servizi sociali sono al collasso. Questo per dirvi che io penso che la politica ormai è ideologia e compromessi e per risolvere i problemi della nostra società civile ciò non è utile…
25 Dicembre 2006, ore 10:48
[...] Prendendo spunto da un commento aggiunto in un mio post, vorrei scrivere una cosa molto importante: i problemi di reinserimento degli ex-detenuti non sono solo colpa del Governo. Infatti con l’indagine de La Stefani vediamo come, a Bologna, ci sia il solito ping-pong di responsabilità sull’uso dei finanziamenti, provenienti dai vari ministeri o da altri enti regionali, di cui nessuno sembra responsabile. [...]