set 04 2007
Debito pubblico e legge elettorale
Oggi voglio commentare 2 notizie appena lette.
Si parte dal sondaggio di Repubblica, inizialmente su prostitute e lavavetri che poi è finito per chiedere il parere sulle tasse: il 74% degli intervistati dichiara che ritiene di pagare più tasse rispetto ai servizi che riceve. Ma certo! Ma che domanda si permettono di fare?
I cittadini italiani non pagano le tasse in base ai servizi ricevuti perchè parte delle tasse vanno via per la copertura del debito pubblico che le nostre generazioni precedenti hanno generato! Lo vuole dichiarare qualcuno a reti unificate? Paghiamo ben 1.141 euro pro capite di interessi sul debito pubblico contro i 752 della Germania, i 739 della Francia, i 638 del Regno Unito e i 379 della Spagna
Serve un piano di rientro del debito, come si fa anche in famiglia, per capire quanto dobbiamo versare e in quanto tempo rientreremo del nostro debito; servono 500, 1000 anni per sanarlo? O non si potrà mai estinguere? Per capirlo serve un piano di rientro del debito che sia chiaro ai cittadini, che sulle tasse vi sia specificato quanto va alla copertura del debito e quanti ai servizi che riceviamo.
Poi leggo della notizia da prima pagina riguardante il trio Berlusconi-Bossi-Fini: sulla legge elettorale la CDL trova l’intesa. Se spulciamo poi le varie dichiarazioni ci accorgiamo di che intesa si tratta: “va bene la legge elettorale attuale”. E questa è un’intesa? Un accordo su una legge-porcata che c’è già non può esserlo di certo, si tratta di conservatorismo puro, fatto guardando solo ai propri interessi. Inoltre le varie volontà espresse da Fini sul maggioritario che fine fanno?
Pover’Italia dico io!









