Dic 11 2007

Stupri…è un fatto di famiglia

Tag:Tag , , , , Francesco D'Ambrosio @ 15:00

L’ho scritto più volte in passato, ma devo, viste le circostanze, ripetermi: ora che l’Istat sfata il luogo comune degli stupri (90% degli stupri avviene in famiglia) i fantomatici giornalisti iscritti-all-albo-lasciateci-stare-siamo-i-migliori cosa ci racconteranno del falso allarme, da loro montato ad arte, sugli stupri praticati dagli extracomunitari?
Quando un extracomunitario viene accusato di stupro, questi finisce in prima pagina, mentre quando una ragazza viene stuprata persino in casa da un parente o familiare, ci troviamo solo un trafiletto o il silenzio assoluto (soprattutto nei tg video). Questa informazione porta la nazione allo sbando, facendo credere delle cose irreali e campate in aria, proteggendo il clero e le caste, alimentando la paura ed addossando tutte le colpe agli ultimi, che non potranno mai essere i primi.
C’è poi chi ha analizzato l’indagine da un altro punto di vista.

5 risposte a “Stupri…è un fatto di famiglia”

  1. valentina ha scritto:

    le donne stuprate non fanno notizia. gli ultimi, come dici, saranno sempre gli ultimi.

  2. Moni ha scritto:

    In realtà le questioni sono due: una è il radicamento culturale della salvaguardia dell’istituzione del matrimonio sopra anche ai diritti della persona singola, secondo cui una violenza domestica è meno umiliante, meno grave dal punto di vista psicologico della vittima e sociale (non crea disordine pubblico), nonostante anche le leggi sulla violenza familiare si siano ultimamente inasprite e il codice della famiglia sia cambiato già da quasi trent’anni verso un’altra direzione.
    Altra è la questione della sicurezza, in questo senso è sotto l’occhio di tutti che la presenza di stranieri rende certe zone della città e soprattutto in certi orari a rischio per certi soggetti piu’ deboli.

  3. Francesco D'Ambrosio ha scritto:

    Io però rilancio: culturalmente i cittadini di certi territori non controllano più il loro territorio, escono in macchina dal garage senza nemmeno toccare con i piedi il proprio marciapiede, non si fanno un giro dai vicini, NON VIVONO PIU’ LA LORO ZONA. A quel punto, con una zona in cui tutti sono rifiugiati sotto i tetti o dentro le auto, dei malviventi trovano spazio per infiltrarsi. Se i cittadini vivessero il proprio quartiere e se lo conoscessero davvero insieme ai propri abitanti, allora questo pericolo, probabilmente, verrebbe meno.

  4. C’E’ CHI DICE NO! Il blog di Francesco D’Ambrosio; » Riflettiamo sul problema della criminalità ha scritto:

    [...] un commento presente in un post di qualche giorno fa avevo scritto: i cittadini non controllano più il loro [...]

  5. C’E’ CHI DICE NO! Il blog di Francesco D’Ambrosio; » Un 2008 di giustizia e legalità ha scritto:

    [...] Il primo video che ho visto stamattina, a Capodanno, è stato quello relativo al caso di Aldo Bianzino, ucciso in “strane” circostanze dopo essere stato arrestato per il possesso di piantine di Marijuana; ha lasciato la compagna Roberta Radici, che vive con una pensione di 250 euro insieme al figlio di 14 anni e la madre anziana. Lo riporto perchè spero aiuti a far riflettere molte persone, sulla giustizia, sul proibizionismo, sulla sicurezza, sulle forze dell’ordine, sui cittadini indifesi, sugli ultimi… [...]

Lascia una risposta