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6 Commenti

Moni
ottobre 15th, 2008 @15:09  

E’ solo demagogico e buonista dire che è razzismo fare le classi separate, ci sono pochi insegnanti di sostegno (quest’anno ancora meno e comunque non sapere la lingua non implica un ritardo, condizione necessaria per avere l’insegnante di sostegno) e coi ricongiungimenti familiari stanno arrivando veramente tanti minori che non sanno una parola di italiano, questi dovrebbero passare le giornate a fare lezioni di italiano non a studiare in classi che vanno avanti in materie specifiche. Il risultato è che sono ulteriormente emarginati e perlopiù bocciati, questo mentre il resto della classe rallenta con il programma e spesso risente dei problemi comportamentali dei nuovi inseriti non ancora integrati. Certo è che sarebbe necessario studiare bene il progetto delle classi separate con mediatori culturali, educatori, insegnanti ad hoc per non creare dei ghetti.

Francesco D'Ambrosio
ottobre 16th, 2008 @14:45  

Interessante il tuo punto di vista, però è innegabile che creare classi separate non ci porterebbe minimamente verso un principio di integrazione. Si possono studiare soluzioni alternative nelle stesse classi, con orari anche differenti per lo studio della lingua italiana (cmq già prevista anche per gli italiani stessi, quindi il problema non si porrebbe). Creare classi separate sarebbe un costo insostenibile (non stenno chiedendo molte classi e scuole per mancanza di fondi?), avrebbe un peso culturale molto forte nel merito dell’integrazione e non porterebbe miglioramenti significativi per i ragazzi stranieri (con i ragazzi stranieri rischieremmo che invece proprio in quelle classi si creino dei ghetti, che parlino solo la loro lingua e non siano invogliati ad imparere l’italiano o ad integrarsi con gli altri). Dopotutto le “scuole” non ufficiali per stranieri ci sono già, e non sono una gran soluzione, anzi fanno solo danni.
Se in inghilterra ci fossero delle classi di stranieri italiani e stranieri inglesi…gli stranieri italiani nella classe che lingua parlerebbero? Non c’è più probabilità che imparino l’italiano in un classe con almeno la metà di che parlano inglese? Secondo me sì, anche dal punto di vista educativo è necessario mantenere le clasunite e studiare soluzioni nuove ed alternative all’interno della stessa classe.

Francesco D'Ambrosio
ottobre 16th, 2008 @14:47  

Intendevo dire
“Non c’è più probabilità che imparino l’inglse in un classe con almeno la metà di che parlano inglese?

Francesco D'Ambrosio
ottobre 21st, 2008 @19:35  

Famiglia Cristiana, in merito alla riforma Gelmini, riporta anche quel che posto qui, in merito alle classi separate:
“Classi ponte? No, classi ghetto”. Anche Famiglia Cristiana critica le classi per immigrati. In un editoriale che apparirà nel settimanale dei Paolini in edicola domani, è scritto: “Si dice classi ponte, si legge classi ghetto. Il problema dell’inserimento degli stranieri a scuola è reale, ma le risposte sono criptorazziste. Chi pensa a uno sviluppo separato in Italia, sappia che quel concetto in altra lingua si chiama apartheid, andata in scena in Sudafrica per molti anni”.

Moni
ottobre 26th, 2008 @18:28  

Quindi? Da quando leggi Famiglia Cristiana? Oppure Famiglia Cristiana va bene solo quando la pensa come te?

Francesco D'Ambrosio
novembre 4th, 2008 @15:03  

Non interessa a me, ho riportato l’esempio di Famiglia Cristiana che certamente non è, come dici di me, radicale o sfasciastato…ma semplicemente hanno ragionato col cervello…

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