Dic 23 2006

Beppe Grillo contro Welby, la vergogna

Tag:Francesco D'Ambrosio @ 17:11

Welby

Ormai chi strumentalizza Piergiorgio Welby sono proprio coloro che gridano alla “strumentalizzazione” radicale del caso di Piergiorgio. Beppe Grillo (rimango incredibilmente deluso dal suo post) praticamente si scaglia contro i radicali dimenticando tutto quello che Welby ha fatto e scritto in questi mesi! Probabilmente questi signori non hanno compreso una cosa: Piergiorgio ha voluto usare i radicali, ha voluto usare la politica per dare un significato alla propria morte e non morire invano mesi fa, nel silenzio generale e nella vergogna a cui tutti i malati come lui devono sottostare. Questa è la nobiltà della politica, è la democrazia, la voce del popolo. Ed i radicali gliel’hanno permesso, come avvenne con Luca Coscioni.

Altrettanto vergognosa è la decisione del Vicariato di Roma che afferma di non aver potuto concedere tali esequie vietando il funerale cattolico; è orribile pensare che se fosse stato fatto (come avviene normalmente) nell’illegalità e nel silenzio, quel funerale avrebbe avuto luogo.
A tutti questi bastano le parole e le lettere di Piergiorgio, una persona consapevole, anzi l’unica consapevole del proprio dolore e delle proprie scelte.
Sono accusato, insomma, di “strumentalizzare” io stesso, la mia condizione per muovere a compassione, per mendicare o estorcere in tal modo, slealmente, quel che proponiamo e perseguiamo con i miei compagni Radicali e della Associazione Luca Coscioni, che ha ragione ormai antica e sempre più antropologicamente, culturalmente, politicamente forte; “dal corpo del malato al cuore della politica”. O, ancora, non sarei, come già Luca Coscioni, che io stesso strumentalizzato dai “miei”, così infamandoci come meri oggetti o come soggetti plagiati. (O indemoniati, vero… Signori?). Strumenti? Sono, invece, limpidi obiettivi ideali, umani, civili, politici.Dalla mia prigione infame, da questo corpo che - per etica, s’intende - mi sequestrano, mi tornano alla memoria le lettere inviate alla… “politica” da un suo illustre, altro, “prigioniero”: Aldo Moro. Pagine nobili e tragiche contro gli uomini di un potere che aveva deciso di condannarlo (anche lui per etica, naturalmente) a morte certa, anche lui ad una forma di tortura di Stato, feroce ed ottusa. Quelle pagine non potrei farle mie. Anche perché furono perfette, e lo restano.

Un pensiero, ancora, un interrogativo, un dubbio: dove sono mai finiti per tanti “credenti” Corpo mistico e Comunione dei Santi?
Comunque Addio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori! Chi siano (e in che modo) i morti o i vivi che rimarranno tali quando saremo tutti passati, non sappiamo, né noi né voi.
Io auguro a voi ogni bene. Spero davvero (ma temo fortemente che così non sia), spero davvero che questo augurio vi raggiunga, si realizzi, perché questo “voi” oggi manca anche a me, anche a noi altri.
Per finire, grazie Signor Direttore per la sua tollerante attenzione. A questo mio estremo, ultimo tentativo di trasmettere parola.
Grazie sincero,Suo
Piero Welby