Mi piacerebbe sapere cos’è stato detto di non corretto a Piazza Navona.
Sui giornali ovviamente non si discute nel merito degli argomenti ma si cerca solo di sputtanare chi ha detto qualcosa in piazza, e non avrebbe dovuto permettersi di farlo.
La Guzzanti è una cabarettista e quindi il modo di dire le cose è, per forza di cose, diverso da quelle di un politico. Ha la mia solidarietà, la libertà di parola è sacra. In queste ore si susseguono gli attacchi degli hacker al sito della Guzzanti, al momento non disponibile.
La Guzzanti ha accennato, in piazza, anche ad un articolo, apparso sul principale quotidiano argentino, che parla proprio del SexGate all’italiana, relativo al Berlusconi - Carfagna. Questo è l’articolo.
Ma in Italia non se ne parla, silenzio, muti (l‘intervista di oggi su Repubblica alla Carfagna è vergognosa: nessuna domanda diretta, giornalisti da strapazzo) nulla si dice di un Ministro che diventa tale per aver “ciucciato l’uccello” al Presidente del Consiglio? Non dovrebbe cadere un Governo intero per cose di questo genere? Sembra di no, in Italia.
Perchè non ci si scandalizza delle altre porcherie che gli esponenti di un partito al Governo (la Lega Nord) tirano fuori ad ogni opportuna occasione?
Bossi (un Ministro) può dire che Berlusconi (il suo Premier) è un “coglione” e non succede nulla…perchè quelli di Piazza Navona vengono contestati per molto meno?
Per esempio dire che “il Presidente Napolitano sonnecchia” perchè sta firmando un po’ troppi documenti è così scandaloso? O dovrebbe provocare almeno una discussione su cosa ha firmato?
Perchè il problema riguarda sempre chi lo dice e non cosa dice?
Fortunatamente il Parlamento Europeo ha votato dicendo la stessa cosa detta a Piazza Navona: la legge sui bambini rom è una legge razzista legge razziale; senza alcuna ombra di dubbio, in quanto distingue un bambino in base alla razza della famiglia nella quale vive!
Ricordo, dalla Costituzione Italiana:
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.