ott 15 2008

15 milioni di poveri, e noi salviamo 5 banche

Tag:Tag , , , , , , , , Francesco D'Ambrosio @ 14:43

Dicono che la crisi non è alle spalle.
Infatti, questo non è nemmeno l’inizio, è solo la colazione.
E gli italiani se la scelgono della migliore qualità.

Alcuni sintomi:


ott 14 2008

Paperon_ate

Ce l’hanno fatta: hanno annunciato al mondo intero di aver stanziato, a seguito della crisi organizzata dai loro compari, più di 1000 miliardi di euro, tra tutti i paesi dell’Unione Europea.
Nessuno riesce a spiegare dove si possano trovare (nelle casse statali) questi soldi, con le economie sull’orlo della recessione e dei debiti nazionali che diventano sempre più mastodontici (l’Italia ha il 3° debito pubblico più alto al mondo)

E soprattutto, soldi “raccolti” per salvare capre e banche, e far andare avanti ancora il giochino per qualche settimana al massimo, per poi inevitabilmente ricadere verso il baratro.
Una cosa del genere non l’hanno - e non l’avrebbero - mai fatta per apportare dei benefici al comune cittadino (sappiamo cosa dicono: i soldi non ci sono) ma il motivo c’è: i soldi in realtà non sono i nostri, è tutta finzione. Le banche (es. BCE) li stamperanno, noi pagheremo i costi del signoraggio sulla moneta stampata, e li reimmetteremo nel mercato (leggasi: li regaliamo alle banche).
Hanno inventato o no un bel giochino?

Ora voi pensate che quando la banca centrale europea emette moneta, quest’ultima si trasforma in debito pubblico per i governi e quindi in debiti che i cittadini dovranno poi pagare un domani. Il meccanismo è, praticamente, perverso.


ott 10 2008

Tasse-comani

Ottimo il punto di vista di Beppe Grillo, che fa certamente un’analisi più completa e reale, rispetto a quella fatta dal Presidente del Consiglio italiano (che come ha detto Travaglio ieri sera, se la spassa in varie discoteche, in questi momenti felici per il paese).

Silvio Berlusconi (che dice le stesse cose che contestava a Prodi -sulla lotta all’evasione- fino a qualche giorno fa):

“Dobbiamo sostenere l’economia reale”, dice Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Per questo, spiega il premier, l’obiettivo “è la riduzione della pressione fiscale”. “Tutti - precisa - ci stiamo domandando come fare” a uscire dalla crisi economica mondiale e uno dei modi è di “avere il coraggio di ridurre la pressione fiscale”.

Beppe Grillo:

Le aziende, in particolare le piccole, sono obbligate a reggersi sul debito a causa dello Stato. Ogni volta che emettono una fattura devono anticipare l’IVA. Le fatture sono pagate, se va bene, a 120 - 160 giorni. Se va male, mai e l’IVA viene rimborsata dallo Stato in tempi biblici. Le aziende devono pagare tasse presunte e anticipate. La mafia è cento volte più corretta. Se una società ha un certo profitto in un anno, deve pagare le tasse su quel profitto, in anticipo, anche per l’anno successivo. E se l’anno dopo ha una perdita?
Le aziende si indebitano a causa dello Stato e devono rivolgersi alle banche. Se queste non fanno credito, le aziende chiudono. E’ quello che sta succedendo e che succederà nei prossimi mesi a centinaia di migliaia di aziende. Grandi, medie, piccole, a conduzione familiare. Le tasse non le pagheranno più, saranno fallite.
Lo Stato non può più chiedere anticipi, né sull’IVA, né sulle tasse.