Ott 16 2008
Dicono che la crisi non è alle spalle.
Infatti, questo non è nemmeno l’inizio, è solo la colazione.
E gli italiani se la scelgono della migliore qualità.
Alcuni sintomi:
Ott 15 2008
Dicono che la crisi non è alle spalle.
Infatti, questo non è nemmeno l’inizio, è solo la colazione.
E gli italiani se la scelgono della migliore qualità.
Alcuni sintomi:
Ott 14 2008
Ce l’hanno fatta: hanno annunciato al mondo intero di aver stanziato, a seguito della crisi organizzata dai loro compari, più di 1000 miliardi di euro, tra tutti i paesi dell’Unione Europea.
Nessuno riesce a spiegare dove si possano trovare (nelle casse statali) questi soldi, con le economie sull’orlo della recessione e dei debiti nazionali che diventano sempre più mastodontici (l’Italia ha il 3° debito pubblico più alto al mondo)
E soprattutto, soldi “raccolti” per salvare capre e banche, e far andare avanti ancora il giochino per qualche settimana al massimo, per poi inevitabilmente ricadere verso il baratro.
Una cosa del genere non l’hanno - e non l’avrebbero - mai fatta per apportare dei benefici al comune cittadino (sappiamo cosa dicono: i soldi non ci sono) ma il motivo c’è: i soldi in realtà non sono i nostri, è tutta finzione. Le banche (es. BCE) li stamperanno, noi pagheremo i costi del signoraggio sulla moneta stampata, e li reimmetteremo nel mercato (leggasi: li regaliamo alle banche).
Hanno inventato o no un bel giochino?
Ott 06 2008
Berlusconi sembra essere ormai l’ultimo vero comunista! Dopo aver statalizzato Alitalia (leggasi statalizzare le perdite, pagheremo tutti per inciso) ora è orgoglioso di aver presentato in Europa l’opera di salvataggio che darà il via al crollo del sistema economico europeo come quello americano (come dimostrano i crolli in borsa nella giornata odierna). Un’opera che, come quello americano, statalizza (le perdite) delle banche.
E quando Berlusconi ci racconta che nessuno ci perde un euro, mente ovvianmente, perchè i soldi immessi sul mercato andranno restituiti, statene pur certi.
Il disastro sono coloro che stanno mettendo all’opera tutto questo casino, insieme ai loro amici banchieri. Perchè ai lavoratori ormai sul lastrico si chiedevano + produttività, + lavoro, - assenze, - soldi mentre agli amici banchieri si possono regalare miliardi di euro a gogo, stanziati in una sola tavola rotonda della durata di un giorno?
Non era pù saggio non gridare allo scandalo quando l’anno scorso si vociferava dell’innalzamento dell’aliquota per le transazioni effettuate in borsa? Era solo ipocrisia?
Ci raccontano che salvando le banche si salva tutto il resto: falso. Come dimostrano le reazioni in borsa di queste ore, salvare le banche vuol dire…salvare (appunto) le banche e coloro che ci han sempre mangiato, come avvoltoi, sapendo che prima o poi sarebbe finita l’abbuffata.
Se un sistema è collassato, c’è poco altro da fare, se non usare i pochi euro rimasti per aiutare realmente i deboli (chi rimane senza nulla e non il dirigente che potrà comunque sostentarsi) oltre a fare esattamente nomi e cognomi degli artefici del disastro.
Il problema è che gli artefici sono loro stessi, i loro stessi nomi non li faranno mai. Però sono preoccupati, certo, che in troppi scoprano il trucco.