ott 22 2008

Universiadi

Forse dovrò recarmi all’Università questo sabato, lo richiede il comportamento di Berlusconi. Lo scontro lo nobilita?
L’irresponsabilità è figlia degli stolti.
Che però il disegno politico fosse questo l’avevamo già capito, stanno giocando a carte scoperte.

Update - anche Calamandrei, 50 anni fa, sapeva che queste cose avrebbero provato a realizzarle.

Update 2 - in tanti si affannano a dire che questa riforma riguarda solo le elementari, come fa Feltri (ma anche se fossero solo le elementari io non posso manifestare per il diritto di un altro cittadino, peraltro indifeso?). 
Però questi giornalisti (lasciamo da parte i politici zombizzati) mentono ed è quanto più grave che i giornalsiti facciano di queste dichiarazioni,  andando addirittura contro la libertà di espressione dei giovani studenti. Loro dovrebbero rappresentare la pubblica opinione, con il principio della libertà di parola, e invece no, si schierano apertamente col Governo e contro milioni di giovani del futuro, mentre tutti gli altri giornalisti li seguono a rimorchio.
Sull’Università ci sono 5 punti che la riguardano, che segnano inesorabilmente la rotta verso la quale si vuole portare l’istruzione pubblica nel paese:
- Agenzia di valutazione per l’assegnamento dei fondi sulla base dei risultati
- Sfoltiti i corsi di laurea creati dopo il 3+2
- Possibilità delle Università di trasformarsi in fondazioni, per far entrare nei finanziamenti anche i privati
- Taglio sulle spese ordinarie di 1 miliardo e 500 milioni.
- Nuovi indicatori per i concorsi pubblici


ott 21 2008

Bidelli a casa, insieme alla Gelmini

La prima pagina del libro “La Deriva” di Stella e Rizzo inizia proprio parlando della scuola, dell’istruzione e della sua “deriva”. Ma non è la deriva indicata dalla Gelmini, bensì una constatazione molto semplice: abbiamo in Italia più bidelli che Carabinieri! Abbiamo 167.000 bidelli, cioè 2,2 ogni classe, e sono il frutto di scelte fatte nei decenni passati (come l’arrivo delle scodellatrici, etc. etc.).
E’ stato utilizzato il lavoro di bidello come ammortizzatore sociale ma ora bisogna darci un taglio, ma non il massacro proposto dalla Gelmini. Se lo scopo della Gelmini è (ma non lo è) quello di risparmiare, perchè non dire che entro pochi anni avremmo ridotto il numero di bidelli fino ad una progressiva eliminazione del lavoro stesso?
In Spagna i bidelli non esistono, a mantenere le strutture pulite ci pensano gli studenti stessi, così si impara ad aver rispetto della proprietà collettiva. Senza contare che molte volte i bidelli nemmeno fanno lavori di pulizia e vengono chiamate ditte esterne!

I bidelli (e le scodellatrici) costano alle nostre tasche circa 4 miliardi di euro l’anno, ovvero 367.000 euro ad istituto! Non è una pazzia? Ecco, piuttosto che colpire i docenti io colpirei queste inefficienze, ma chissà se e quando vedremo qualcosa di simile.