Repubblica alcuni giorni fa scriveva di un crollo del 30% nel consumo di benzina nelle città. Confermo, è da una settimana che la mia auto è ferma, in compenso utilizzo una bici vinta (gratis!) in un’asta cittadina e mi trovo benissimo. In più di una settimana non ho speso un solo per euro per gli spostamenti, per andare a lavoro, in aula studio, all’università, per fare spesa, fare un giro di sera o in un parco…cambiare le nostre abitudini non richiede dei decenni.
Avanti tutta.
Il blocco dei Tir di questi giorni è forse il primo passo per ridare la dimensione corretta al petrolio, un combustibile per nostra scelta vitale, che in caso di assenza può mandare in malora il paese. Molti stanno scoprendo che…se non viaggiano i tir, noi non avremo la benzina per il trasporto delle nostre vetture, che bel paradosso! E così un paese si ritrova di nuovo ostaggio di una categoria che ha preso per il collo l’apparato produttivo.
Ho letto l’intervista e la motivazione di questi blocchi: condivisibili, tutti sappiamo il culo che si devono fare questi autotrasportatori per rispettare le loro tabelle di marcia, e nella maggior parte dei casi rischiano da soli. Però i giornalisti dovrebbero specificare che la mobilitazione è rivolta ai loro padroni, agli imprenditori, a Confindustria ed alle piccole e medie imprese. E’ però possibile avere ancora un società che si basa sul trasporto di materie dalla Sicilia alla Lombardia ogni giorno con dei Tir? Invece di regalare soldi per la TAV, non era meglio investire, al nostro interno, sul trasporto su rotaia e la dematerializzazione?
P.S. Potevo scegliere un altro titolo per questo post -> Una nuova era: l’Italia senza più petrolio
Ed a chi dice che queste azioni non siano da paese civile, ricordo che in Francia il trasporto pubblico è rimasto fermo per 10 giorni.
“Il picco della produzione globale di petrolio si manifesterà come un evento sismico, una linea netta di caduta nella storia economica del mondo intero. Allorché la produzione non potrà più crescere, nessun paese potrà disporne di quantitativi maggiori senza doverlo sottrarre a qualcun altro.” Lester Brown , Is world oil production peaking?, Earth Policy Institute (1/11/2007)
[via ecoalfabeta]
Nel frattempo oggi, a Milano, viene presentata quella che sogno come la mia casa: 100 metri quadri a 100.000 euro, e 50.000 euro di guadagno grazie al conto energia per il fotovoltaico.