Mag 26 2008
Non si può tornare indietro
Io me l’aspettavo, ma speravo di sbagliarmi. Invece la Prestigiacomo, presente in Giappone insieme ai ministri dell’ambiente del G8, racconta della difficoltà (per l’Italia) di raggiungere gli obiettivi di Kyoto e chiede una deroga. Non si cerca una soluzione all’emissione di CO2 ma semplicemente si chiede di non applicare Kyoto al nostro paese, mentre un Ministro per l’Ambiente dovrebbe comprenderne la necessità per salvaguardare l’interesse dell’ambiente e degli esseri umani, trovando le soluzioni e proponendole ai suoi cittadini. Addirittura accenna all’impossibilità di ridurre le emissioni del 20% entro il 2020, obiettivo minimo per l’Unione Europea.
Sta per arrivare il giorno in cui dovremo pagare la salatissima multa di Kyoto, che sempre tutti hanno fatto finta di non considerare, primo tra tutti l’ex ministro dell’Ambiente Altero Matteoli (oggi Ministro delle Infrastrutture e Trasporti).
La multa, lo ricordo, nella più ottimistica delle previsioni sarà di 10 miliardi di euro. Una cifra enorme che però ci meritiamo di pagare, essendo partiti (ma è solo un esempio) seriamente con il fotovoltaico solo nel 2006, con quasi 10 anni di ritardo.
Invece proprio cambiando la storia, applicando Kyoto, convertendo le aziende, lo stato e l’economia in senso “rinnovabile” si aprirebbero nuove strade, nuovi posti di lavoro con “nuovi lavori” per la rinascita economica del nostro Belpaese.
Purtroppo un governo conservatore (e non liberale) non ha in mente queste soluzioni e l’unica cosa capace di fare è far chiudere a riccio il paese ed amplificare le paure dei cittadini, senza dar loro realmente una soluzione al problema. Come in Argentina.
Ecco i nuovi dati sull’emissione di CO2 aggiornati a Maggio 2008. Stiamo per raggiungere quota 390 parti per milione. Il countdown è iniziato, la Birmania è stata solo un’altra inconsapevole vittima.
fonte: NOAA










