Non ho di Bertolaso un buon ricordo, nelle tante calamità che ci hanno colpito non mi risulta abbia mai risolto i problemi e le emergenze di questo paese. Come Commissario per il problema rifiuti in Campania dal 2006, prima con Berlusconi e poi con Prodi, non credo abbia risolto o proposto soluzioni intelligenti.
Se non altro ho sempre notato la capacità di non far parlare della Protezione Civile, che sembra un’entità presente ma invisibile.
Ora ritorna come il “risolutore”, che però non è mai stato, come non lo sono mai stati i suoi collaboratori.
Ora l’intercettazione che lo riguarda chiude, per quanto mi riguarda, qualsiasi porta e speranza nei confronti di Bertolaso; voler “sputtanare” i tecnici di un ministero (che non hanno lavorato male, vedi “conto energia” e simili) oltre a non essere democratico è quantomeno disonesto.
“Tu fai tutto quello che può essere utile, che può servire…io ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del ministero dell’Ambiente”, dice Bertolaso al suo vice Marta Di Gennaro, in una telefonata del 17 maggio del 2007, quando era Commissario per l’emergenza riifiuti.
Ieri ho visto il film Gomorra, regia di Matteo Garrone, e devo dire che sono stati 135 minuti toccanti.
In sala ieri mi sono chiesto come si possa decidere di dichiarare guerra ai disperati come i rom, romeni o clandestini (che certamente causano gravi danni delle volte) e tralasciare (perchè questa è la realtà) invece un problema tutto italiano, che causa danni gravissimi all’ambiente (con morti e danni ambientali certi), uccide persone innocenti e non, crea voragini alle casse statali, alimenta il mercato nero e molto di più…
Prima di poter insegnare ad altri come vivere nel nostro paese, dovremmo avere il coraggio di risolvere prima i nostri problemi, potendo dare l’esempio, a cominciare dall’ipocrisia degli imprenditori del nord, che prima inondarono la Campania di rifiuti tossici (anche radioattivi) ed ora le voltano allegramente le spalle.
Campania
Il cancro della camorra
Nella regione di Bassolino quattro milioni di persone sono in pericolo di vita. Malattie e tumori hanno devastato gli animali. E ora cominciano a colpire la popolazione. Colpa della camorra che da anni semina la terra di rifiuti tossici. left anticipa le prime analisi sull’uomo: nel sangue dei campani i veleni che arrivano dalle industrie del Nord.
Ho letto i risultati delle analisi e sono rimasto basito; pensa che tali analisi se li devono pagare i cittadini, inviando i propri campioni in Canada! (non ci sono strutture adatte in Campania e Italia)
A proposito del problema rifiuti/ambiente/politica…in quasi 2 mesi non ho sentito un politico o il Commissario De Gennaro chiedere -o proporre- ai cittadini campani di ridurre la produzione di immondizia: io ancora non riesco a crederci.
Dedicato a tutti quelli che…2 giorni fa in un approfondimento del Tg2 ci raccontavano (o meglio sponsorizzavano) che l’inceneritore è amico dell’uomo. Il bubbone, come quello campano, sta per esplodere ovunque, grandi città (Milano, Genova, Torino) comprese. Perchè si sa, la politica dello struzzo (mi riferisco anche ai cittadini) non può durare per molto, fortunatamente.
Emetteva diossina, inquinava il fiume. Gli operai invitati a farsi visitare
Sotto inchiesta il sindaco. Da stamattina i rifiuti portati nella discarica di Orvieto Terni, produceva veleni killer - il pm chiude l’inceneritore Senza (altre) parole
Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche.
Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio.
Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole.
Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un’attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.
Sembra essersi scatenata, sull’onda emotiva dei fatti di Napoli, una corsa alla realizzazione degli inceneritori in tutta Italia. Del Turco, per l’Abruzzo, fa la stessa cosa: chiede un inceneritore per “smaltire rifiuti che altrimenti porterebbero anche l’Abruzzo in una situazione di emergenza”.
Occorre ricordare una cosa: l’incenerimento di 100Kg di spazzatura produce circa 60 Kg di rifiuti tossici che poi vanno comunque messi in una discarica resa a quel punto molto tossica!
E pensare che l’anno scorso la Regione annunciò il Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti (da notare: smaltimento e non gestione e riduzione) che non lo prevedeva, e trovava altre soluzioni…qualche giornalista ha verificato se sono state adottate quelle misure?
Ora ci si accorge di avere centinaia di migliaia di rifiuti da gestire?
Se dopo anni di gestione questi sauro-politici avevano, per negligenza od opportunismo, sbagliato tutte le valutazioni sulla gestione dei rifiuti, nel migliore dei casi stiamo parlando di incapaci nella gestione della Regione Abruzzo (alla quale hanno già prosciugato le casse) e come tali, al prossimo mandato, non dovranno più trovarsi nelle posizioni che occupano ora.
Del Turco non parla di riutilizzo, riciclo e riduzione dei rifiuti o della riqualificazione delle discariche attualmente presenti sul territorio, per ridurre le emissioni di metano e produrne energia.
Non nego che magari un solo inceneritore sia poi necessario ma questo può avvenire solo dopo aver adottato tutte le politiche necessarie per una gestione corretta e all’avanguardia dell’intero ciclo dei rifiuti, che al momento nessuno ha avuto voglia di applicare!
Questo in Abruzzo non avviene; nel mio comune il riciclo è solo di facciata, non viene attuato per mancanza di informazione, controlli e cassonetti situati nei posti giusti: ognuno getta la spazzatura dove vuole mentre della polizia ambientale e forestale nemmeno l’ombra.
Ieri ho sentito la trasmissione Caterpillar su RadioDue con l’intervenuto di un cittadino svizzero “verde” che ci raccontava come loro, in Svizzera, affrontassero la questione rifiuti. Hanno anche loro alcuni inceneritori ma, udite udite, riciclano tutto, separando anche il vetro bianco, verde e scuro oltre che pagare profumatamente le buste per gettare l’immondizia, in quanto non si possono usare le normali buste di plastica dei supermercati; tutto questo porta i cittadini svizzeri a riflettere sul costo della loro immondizia ogni volta che inseriscono quella busta nella loro pattumiera. E’ anche così che si rendono più efficienti e ricchi di noi.
Una riduzione seria ed intelligente dei rifiuti porterebbe ad una maggiore ricchezza per tutti perchè la riduzione dello spreco è un guadagno per ogni singolo cittadino: utilizzare pannolini lavabili invece dei pannolini usa e getta porterebbe ad un guadagno di molte centinaia di euro ogni anno e svuoterebbe molti cassonetti. Ed è solo un esempio.
Perché in Abruzzo non si detassano i prodotti venduti alla spina? Potrebbero essere supermercati o aziende agricole, così da non far morire le piccole realtà locali in crisi a causa dei grandi centri commerciali che hanno aperto negli ultimi anni.
Anche l’informazione italiana ha la sua colpa: quiz, reality e altre stronzate cavolate presenti a tutte le ore, mentre nessuno si occupa di spiegare ai cittadini italiani come risparmiare, ridurre gli sprechi e sfruttare gli incentivi statali che molte volte rimangono inutilizzati.
E’ negligenza? E’ ignavia? E’ ignoranza? E’ solo questione di interessi? I cittadini onesti devono mobilitarsi: ora o sarà troppo tardi.
Aggiornamento - un semplice esempio arriva oggi da New York: la legge, destinata a entrare in vigore in estate, prevede che i negozi con superficie superiore ai 465 metri quadri recuperino e riciclino le shopping bag dai clienti.
Per quale ragione nel nostro paese, innanzitutto in Campania, non si riescano a trovare delle soluzioni ragionevoli, convincenti, convenienti ed innovative al problema dei rifiuti? E’ una questione che ritenevo essenziale nel programma per le amministrative del 2006.
A cosa mi riferisco? Alla possibilità di creare discariche di nuova generazione, che recuperano il gas metano prodotto dai rifiuti, non lo fanno disperdere nell’aria e ci permettono di produrne energia elettrica (almeno per qualche migliaio di abitazione, è poco ma sempre meglio di una discarica vecchio stile).
Il tutto dopo aver adottato un normale piano di riciclaggio dei rifiuti (arrivare almeno al 50-60% in ogni comune è solo questione di volontà).
Nessuno ha proposto queste soluzioni ai cittadini napoletani, nessuno è andato lì a convincerli con argomenti convincenti. Hanno tutti paura di affrontare il problema, forse per paura ed ignoranza, o per vecchiaia dei politici coinvolti convinti di non poter risolvere un problema che ci portiamo dietro da più di 10 anni?
Iniziando dalle scuole, il primo punto di contatto con i cittadini del futuro.
Rinnovo quasi completamente quel programma, tranne l’indicazione dell’idrogeno come carburante per i mezzi pubblici, che dovranno essere a gas, metano o energia elettrica, in base alla politica adottata dal comune in questione.
Nel frattempo, la Gran Bretagna ci batte anche su quella che può essere il modo per rilanciare l’Italia nel campo energetico; una soluzione simile al geotermico.
Siamo tutti intossicati. RaiSet si guarda bene dal parlarne. I colpevoli ci sono; sono tutti coloro che mentivano sui dati riguardanti l’inquinamento, coloro che hanno “lasciato passare” delle pratiche per ottenerne dei favori, coloro che hanno distrutto e intralciato le possibilità di avere piste ciclabili, coloro che non hanno fatto l’informazione corretta e tutti coloro che hanno costruito il business sui rifiuti, non cercando alcuna politica di riduzione e riciclaggio. E dovrebbero pagare tutti, anche se fossero centinaia di migliaia.