Forse dovrò recarmi all’Università questo sabato, lo richiede il comportamento di Berlusconi. Lo scontro lo nobilita?
L’irresponsabilità è figlia degli stolti.
Che però il disegno politico fosse questo l’avevamo già capito, stanno giocando a carte scoperte.
Update - anche Calamandrei, 50 anni fa, sapeva che queste cose avrebbero provato a realizzarle.
Update 2 - in tanti si affannano a dire che questa riforma riguarda solo le elementari, come fa Feltri (ma anche se fossero solo le elementari io non posso manifestare per il diritto di un altro cittadino, peraltro indifeso?).
Però questi giornalisti (lasciamo da parte i politici zombizzati) mentono ed è quanto più grave che i giornalsiti facciano di queste dichiarazioni, andando addirittura contro la libertà di espressione dei giovani studenti. Loro dovrebbero rappresentare la pubblica opinione, con il principio della libertà di parola, e invece no, si schierano apertamente col Governo e contro milioni di giovani del futuro, mentre tutti gli altri giornalisti li seguono a rimorchio.
Sull’Università ci sono 5 punti che la riguardano, che segnano inesorabilmente la rotta verso la quale si vuole portare l’istruzione pubblica nel paese:
- Agenzia di valutazione per l’assegnamento dei fondi sulla base dei risultati
- Sfoltiti i corsi di laurea creati dopo il 3+2
- Possibilità delle Università di trasformarsi in fondazioni, per far entrare nei finanziamenti anche i privati
- Taglio sulle spese ordinarie di 1 miliardo e 500 milioni.
- Nuovi indicatori per i concorsi pubblici
E pensare che stavo scherzando qualche giorno fa, era solo una provocazione! La Russa non prendermi sul serio! eheh
Incidenti sul lavoro, il ministro pronto a intervenire con i militari
Saranno utilizzati per ispezioni a tappeto e a campione
“Carabinieri nei cantieri” - La Russa annuncia ddl
(via Repubblica)
A questo punto, visto che c’è il problema dell’inflazione…che ne dici, La Russa, di mandare i militari anche nei supermercati?
(La Russa, anche questa è una battuta!)
Comunque sono consapevole che la scelta dei militari in città è stata fatta solo per creare un precedente pericolosissimo. Da adesso in poi nulla sarà più come prima: i militari potranno essere utilizzati ovunque il Governo e il Ministro La Russa li ritengano necessari.
La gente è ormai già abituata alla notizia e, nel menefreghismo ed ignoranza generali, le scivolerà addosso anche questa dei militari nelle città, nelle fabbriche, nei cantieri dello Stretto di Messina, nei cantieri degli inceneritori, nelle discariche, chissà se anche anche per controllare le strade o le manifestazioni.
Vediamo se, visto il problema di grave insicurezza sui posti di lavoro, i militari italiani presidieranno anche fabbriche e posti di lavoro a rischio.
Però c’è da porre attenzione anche sul dato degli omicidi che scende sempre ogni anno, da più di un decennio; è purtroppo possibile che il Presidente del Consiglio se ne appropri affermando - come alcuni giorni fa, ma non si è potuto spengere oltre - che i reati, omicidi, e molto altro sono già diminuiti, quando invece non erano nemmeno aumentati.
Il vero dramma, che colpì duramente il Governo Prodi, è la sicurezza sul lavoro.
In base ai dati delle fonti ufficiali elaborati dal Censis, gli omicidi sono passati dai 1042 nel 1995 a 818 nel 2000, sino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Rispetto alle grandi capitali europee, nelle città italiane si registra un numero minore di omicidi: nel 2006 a Roma si sono contati 30 casi, quasi come Parigi (29 omicidi, ma erano 102 nel 1995), 33 a Bruxelles, 35 ad Atene, 46 a Madrid, 50 a Berlino, 169 a Londra, che aveva toccato la punta massima (212) nel 2003.
Nonostante l’etichetta-marchio di La Russa, io non sono un sessantottino, son nato 11 anni dopo, e questa bufala dei militari in città non la bevo lo stesso.
Visto che siete abituati a metter etichette e marchi alle persone, dovrete trovarne una nuova per me.
Com’è ormai abitudine, i nostri cari vecchi politici in Parlamento, tornano a puntare su soluzioni già vecchie e sorpassate: ora è il momento delle impronte digitali.
Falsificare le impronte digitali è alla portata di tutti, purtroppo, e questo non potrà far altro che creare nuovi problemi senza risolvere quelli che abbiamo attualmente.
L’Italia ci arrivererà nel 2010, quando saremo, quasi irrimediabilmente, fuori sulla dalla grande ricerca sulla biometria.
(foto: by flickr)
Update - su Punto Informatico: Biometria, ideologia, incompetenza ed idiozia
Cambia il Governo e cambiano anche le notizie che i media ci propinano con elevato allarme sociale.
Fino ad Aprile, notizie come questa e quest’altra, le avremmo trovate spiattellate su tutte le prime pagine dei quotidiani e come prima notizia dei tg nazionali.
Invece questa volta (o meglio, da 2 mesi a questa parte) non è andata così, chissà perchè; non voglio dire che fosse meglio far credere in un falso allarme sociale a causa dei romeni, so che non è così, ma le due misure differenti adottate hanno certamente un significato. I media hanno compreso gli errori del passato (e quindi dovrebbero chiedere scusa a non poche persone) oppure c’è qualche altra motivazione, forse politica?
Abbiamo il più folto e nutrito numero di forze dell’ordine d’Europa (355.126 uomini delle forze dell’ordine - 415.000 persone con i vigili urbani!). Abbiamo 1 operatore della sicurezza ogni 179 abitanti. (ad es. in Francia 1 ogni 334 francesi)
Ovviamente non ci facciamo mancare niente nemmeno dall’altra parte, con il più nutrito numero d’avvocati d’Europa che tocca quota 117.000 (1 ogni 283 abitanti).
Numeri da capogiro, ma nessuno ora pensa di riorganizzare le forze dell’ordine per renderle più efficienti; si vuole solo sfasciare e disinformare col bluff sicurezza/militari in città. Facendo aumentare, di conseguenza, paura ed ansia.
Tutto questo grazie al Quarto Governo Berlusconi che, si vocifera in Parlamento, ha permesso ad una donna di diventare Ministro della Repubblica grazie a telefonate e proposte “eros”; proposte contenute nelle intercettazioni che vorrebbero vietare e distruggere, in tutta fretta, nel nome della sicurezza.
Capito il bluff???
Interessante il racconto di Giulio Zanella (uno dei tanti italiani negli U.S.A.): gli è capitato qualcosa di particolare alla stazione di Firenze SMN. E’ senz’appello la sua conclusione:
Per quanto piccolo sia il mio campione, per me la conclusione è irresistibile: questa è l’Italia. Una cronica deficienza di senso della convivenza e di rispetto delle regole e delle persone. E non è retorica. Lascio ai lettori il confronto con quello che succede in altri paesi. Su come siamo arrivati fin qui e su come si può cambiare si può discutere: io resto convinto che la diffusione dell’inciviltà con tutto quello che ne consegue è proporzionale alla tolleranza per quelle che appaiono come innocue violazioni delle regole di convivenza. Altro che esercito nelle città. Tanto per iniziare basterebbe pretendere un po’ di buona creanza.
Si può considerare un reato penale (con conseguente galera) l’essere nato in un paese che non sia nella Comunità Europea?
E’ assurdo pensarlo, e ancora peggio metterlo in pratica.