Le promesse impossibili

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Dopo i fondi dei gruppi regionali intascati in Piemonte, Emilia Romagna e ora Sicilia (vi prego qualcuno li fermi perché non possono continuare a dire che non prendono contributi pubblici), il “quasi alleati” con Crocetta, il non aver potuto mantenere le promesse a Parma perché erano al di fuori dalla realtà e dal contesto, e dopo il non aver mantenuto la promessa del 6 dicembre quando promise che il programma elettorale sarebbe stato fatto online dagli iscritti certificati… ecco i punti di programma impossibili (secondo me ovviamente) del “capo politico” del M5S.

Ricapitolando le proposte (?!?!?) di Beppe Grillo urlate nelle piazze (udite da me e trascritte):

  • banca statale, moneta propria
  • 20 ore massime di lavoro settimanale
  • pensione a 60 anni per tutti, per far entrare i giovani (è così che scoppiò il boom delle baby-pensioni)
  • reddito cittadinanza 1000€ per 3 anni per tutti
  • dichiarazione dei redditi ogni 4 anni
  • non aggiungo tutti i costi aggiuntivi su scuola e sanità e in più internet gratis per tutti
  • abolizione Equitalia (senza dire quale altro sistema di riscossione utilizzare)
  • abolizione di Irap e Iva
  • abolire le Authority
  • statalizzare ancor di più le società come Eni, Enel, etc.
  • unici tagli veri di cui parla: rimborsi elettorali, finanziamento ai quotidiani, province, accorpamento dei comuni (questi non basterebbero nemmeno per 1/5 delle spese  aggiuntive che propone)

Capisco la delusione (scontatissima) per gli altri partiti, ma credere possibile un agglomerato di proposte di questo tipo è da acritici disposti a tutto.

Sui diritti civili però tace tace tace, e nessuno riesce a far loro una domanda.

Oltre a questa domanda da fargli: abolireste o no i fondi dei gruppi regionali o dei gruppi parlamentari?

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